francesco tranchida architetto
CASA T-G.
2004

Ristrutturazione casa di vacanze
contrada Ragosia, Valderice

Cliente: Privato
Progettista: Arch. Francesco Tranchida
Direttore dei lavori: Arch. Francesco Tranchida
Calcolo strutturale: Arch. Francesco Tranchida
Impresa esecutrice: Ditta Coppola Giuseppe
Fotografie: Arch. Francesco Tranchida



L’intervento in oggetto mira al recupero di una piccola casa di vacanze sita in c.da Ragosia nel comune di Valderice.

L’immobile è d’antica costruzione ed è posto nella parte più alta del lotto di terreno di pertinenza dello stesso; è costituito da quattro vani più accessori e si affaccia sul giardino e sul cortile di proprietà esclusiva. La struttura portante è in muratura di pietrame e conci di tufo con solai di copertura in parte con struttura di legno ed in parte in latero cemento. Vi si accede tramite stradella vicinale dalla via Vespri.

La distribuzione interna dei locali risulta quella tipica degli antichi fabbricati ericini, caratterizzati dalla quasi totale mancanza di disimpegni e la presenza dei vani passanti. Tutti gli ambienti abitabili risultano illuminati ed arieggiati grazie alle finestrature prospettanti sul cortile o sul giardino.

Con l’intervento di ristrutturazione è stata realizzata la zona notte costituita da due camere da letto e un wc al piano terra, e al piano primo una zona giorno costituita da una cucina, un wc opportunamente disimpegnato, e da un nuovo vano soggiorno realizzato dalla chiusura della preesistente terrazza in legno lamellare. Da qui si può godere di uno splendido panorama del litorale dove si affaccia Monte Cofano e il Monte Erice.

Particolare cura è stata prestata al cortile d’ingresso con il recupero di un pergolato e la realizzazione di una pavimentazione con basole regolari in nero di assieni e ciottoli di fiume raccolti nelle vicine campagne.
Singolare è il movimento d’acqua realizzato sul muro che delimita la corte.

Esso infatti è costituito da un canale d’acqua che vi scorre lungo la sommità del muro e termina con un getto su una piccola vasca di recupero [vecchia "pila" in pietra arenaria].

In particolare, l’intervento ha recuperato la natura costruttiva della muratura portante sia al piano terra che nel muro perimetrale; una tessitura muraria povera, fatta con pietra naturale e/o sbozzata nei cantonali d’angolo e nei vani porta/finestre mista a malta bastarda; inoltre sia all’interno che all’esterno evidente è il contrasto tra la muratura a facciavista e l’intonaco.

Per il rifacimento delle coperture sono stati impiegati coppi di recupero sia per la parte in ampliamento per l’edificio preesistente.

I materiali e le forme sono quelli tipici dell’edilizia contadina caratterizzata dall’uso della pietra a faccia vista e del legno.

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